Esperti di sicurezza informatica hanno messo in luce un nuovo bug critico nei chip Exynos di Samsung, identificato come CVE-2024-44068. Questa falla di sicurezza, scoperta dal team di Google, permette ai cyber-criminali di prendere il controllo remoto dei dispositivi attraverso una serie di exploit complessi. Con un punteggio di gravità CVSS di 8.1, la vulnerabilità interessa diversi modelli di processori Exynos, tra cui i 9820, 9825, 980, 990, 850 e W920, utilizzati in dispositivi di generazioni precedenti. I possessori dei più recenti Galaxy S24 Ultra, Z Flip6 o Z Fold6 non sono interessati da questa problematica.
I ricercatori Xingyu Jin e Clement Lecigene, appartenenti al Threat Analysis Group di Google, hanno rivelato che il bug si manifesta attraverso una vulnerabilità di tipo use-after-free che affligge la gestione della memoria del processore, consentendo l’esecuzione di codice arbitrario in processi con elevati privilegi, come il cameraserver, rinominato in “vendor.samsung.hardware.camera.provider@3.0-service” per sfuggire alle analisi forensi.
Il Google TAG segue con attenzione le attività di spyware e gli attori statali che sfruttano exploit zero-day per fini di spionaggio. La struttura dell’attacco fa pensare che il bug possa essere utilizzato per diffondere malware di sorveglianza.
Samsung ha confermato l’esistenza della vulnerabilità e ha assicurato che ha già iniziato a rilasciare le patch correttive dal 7 ottobre, nell’ambito del suo programma di aggiornamenti di sicurezza mensili. L’azienda esorta gli utenti a tenere i propri dispositivi sempre aggiornati per difendersi da potenziali minacce.

