Google sotto processo: il Dipartimento di Giustizia vuole smantellare Chrome e Android

Il tempo in cui “Google” era solo una barra di ricerca è finito da un pezzo. Oggi parliamo di un colosso tentacolare, che va ben oltre il motore: browser, smartphone, pubblicità, IA, servizi cloud… un ecosistema integrato fino all’osso. E proprio questo “tutto in uno” è diventato il bersaglio principale del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che punta dritto al cuore del monopolio: Chrome e Android.

Sì, hai letto bene

C’è la concreta possibilità che Google debba vendere Chrome. E subito dopo potrebbe toccare ad Android. Il giudice federale Amit P. Mehta non esclude misure radicali per ristabilire una concorrenza che oggi appare quasi mitologica nel mondo della ricerca online e dell’advertising.

Il DOJ non si limita a contestare gli accordi di default o il posizionamento predefinito del motore: la vera posta in gioco è l’intera struttura che regge l’impero Alphabet. David Dahlquist (DOJ) ha evidenziato come miliardi di dollari passino attraverso Chrome — un gateway privilegiato che tiene fuori la concorrenza.

E Google? Non ci sta

Sul blog ufficiale ha risposto a muso duro:

  • Costringere a offrire alternative come Bing o Yahoo sarebbe una forzatura per l’utente, che spesso sceglie Google per qualità, non per imposizione;
  • Gli accordi con Mozilla e altri browser verrebbero azzerati, mettendo a rischio l’equilibrio economico dell’open web;
  • Separare Android o Chrome significherebbe sacrificare sicurezza e privacy, con i dati degli utenti in bilico tra mille mani;
  • L’innovazione subirebbe un colpo letale: IA e servizi smart sarebbero strangolati da una governance distribuita e lenta.

Ma la cosa si fa ancora più seria: Android, con Search e Play Store al seguito, potrebbe essere il prossimo pezzo da staccare. Immagina uno scenario in cui Android non è più un prodotto Google, ma qualcosa di indipendente, magari meno integrato, sicuramente più incerto per produttori e utenti.

⏳ Il processo continuerà ancora per settimane, ma l’esito potrebbe riscrivere la storia del web.
Chrome sarà ancora il nostro punto di partenza per navigare? Android resterà il cuore degli smartphone come lo conosciamo oggi?

La rivoluzione è iniziata. E stavolta non si tratta di un aggiornamento software.

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