In un’epoca in cui scaricare un videogioco da piattaforme come Steam è diventato un gesto istintivo, quasi automatico, ci dimentichiamo spesso che anche i luoghi più familiari possono nascondere insidie serie. È quanto ha scoperto Prodaft, una delle realtà più attive nel campo dell’intelligence sulle minacce informatiche, smascherando un caso che ha del surreale: Chemia, un titolo apparentemente innocuo, distribuito tramite l’accesso anticipato di Steam, si è rivelato una trappola infetta pronta a colpire proprio chi si fidava di più.
Il gioco veniva presentato come un survival con meccaniche di crafting, ambientato in uno scenario post-apocalittico. Niente di nuovo, a prima vista. Ma sotto la superficie narrativa si nascondeva qualcosa di molto più sinistro: ben tre varianti di malware integrate direttamente nel codice. E no, non parliamo di semplici virus da quattro soldi, ma di tool avanzati per il furto di dati e l’infiltrazione di sistema.
Tra questi troviamo Fickle Stealer e Vidar Stealer, due famiglie di infostealer progettate per colpire duro: password, wallet crypto, dati salvati nei browser, tutto finisce nel mirino. E poi c’era HijackLoader, il vero “cavallo di ritorno”: un loader stealth capace di aprire le porte del sistema a future infezioni, rendendo l’intero dispositivo una piattaforma zombie al servizio di altri attacchi.
Ma il dettaglio più inquietante? Chemia non era pubblicamente accessibile: bisognava fare richiesta manuale per accedere all’early access. Un livello di premeditazione così elevato da lasciare poco spazio al caso. L’identità dello sviluppatore – Aether Forge Studios – si è rivelata completamente fittizia: nessuna presenza web, nessun riferimento concreto. Il nulla cosmico.
La risposta di Steam? Lenta. Chemia è rimasto disponibile per oltre 48 ore dopo la segnalazione ufficiale, un tempo infinito in ambito cybersecurity. Un ritardo che espone un nervo scoperto: i colossi del digital entertainment, per quanto solidi, non sono strutturati per rispondere con prontezza chirurgica a minacce mirate.
L’intera operazione è ora ricondotta al gruppo EncryptHub, una cyber-gang attiva dal giugno 2024 e già nota per campagne di spear-phishing ad alto profilo. Prodaft ha reso pubblici su GitHub gli IOC (Indicatori di Compromissione), per aiutare la comunità a identificare e bloccare i ceppi coinvolti.
Cosa impariamo da tutto questo? Che anche su Steam – o forse soprattutto su Steam – non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Fidarsi è bene, verificare è fondamentale. E quando un gioco sconosciuto ti chiede l’accesso anticipato, magari un paio di domande è meglio farsele.

