Nel mondo della cybersecurity e del gaming, due nomi raramente si incontrano in uno stesso titolo… ma quando succede, è il segnale che qualcosa di grosso sta bollendo in pentola. Stavolta a finire nel mirino non è una startup qualunque, ma Nintendo, uno dei colossi più riservati e protettivi dell’industria videoludica.
Secondo quanto riportato dalla piattaforma specializzata Hackamanac, il famigerato gruppo di hacker Crimson Collective avrebbe violato i sistemi dell’azienda di Kyoto, sottraendo una serie di dati interni poi condivisi in una cartella denominata “Nintendo topic files”. Non si tratta del solito post su un forum oscuro: Hackamanac è una fonte che monitora attacchi reali e verificati, usata spesso dagli esperti di cybersicurezza per anticipare minacce concrete.
Al momento, da parte di Nintendo regna il silenzio. Nessuna conferma, nessuna smentita — e questo rende la vicenda ancora più inquietante. Il Crimson Collective, infatti, non è un nome nuovo: solo poche settimane fa ha colpito Red Hat, trafugando ben 570 GB di dati e chiedendo un riscatto. In quel caso, l’attacco è stato confermato ufficialmente, e la loro firma è ormai ben riconoscibile.
Se quanto dichiarato si rivelasse vero, potremmo trovarci davanti a una falla senza precedenti per Nintendo, storicamente molto attenta a blindare la propria infrastruttura. E con Switch 2 alle porte e nuovi progetti in sviluppo, il tempismo non potrebbe essere peggiore.
Per ora è tutto nelle mani delle indagini — ma una cosa è certa: i gruppi hacker non stanno più giocando, e i giganti del gaming non possono permettersi passi falsi.

