La guerra ai cheater di Call of Duty sembra essere entrata in una fase decisamente più interessante. Non tanto per quello che succede all’interno delle partite, quanto per ciò che sta accadendo dall’altra parte dello schermo, dove Activision ha deciso di portare la propria battaglia direttamente contro chi sviluppa e vende gli strumenti utilizzati per barare.
E, a quanto pare, qualcuno avrebbe iniziato a rendersi conto che mettersi contro il colosso americano potrebbe non essere stata una grande idea.
Alcuni sviluppatori e rivenditori di cheat sono infatti finiti nel mirino delle azioni legali di Activision e, dopo essere stati individuati, hanno scelto di interrompere le proprie attività. Non solo: in alcuni casi sono arrivate anche vere e proprie scuse rivolte alla community e alla stessa Activision.
Tra i casi emersi c’è quello legato ai cheat Zenith e Devware. Il loro autore ha ammesso pubblicamente di aver contribuito alla creazione e alla vendita di sistemi capaci di danneggiare l’esperienza di gioco e penalizzare chi affronta le partite rispettando le regole.
La decisione presa sarebbe quindi quella di chiudere definitivamente i servizi e, soprattutto, di non tornare più a sviluppare o distribuire cheat. Un messaggio che, inevitabilmente, suona anche come un avvertimento per gli altri operatori ancora attivi nel settore.
Activision non sembra intenzionata a fermarsi
La posizione della società è piuttosto chiara: la lotta non riguarda soltanto i singoli account che vengono scoperti mentre barano, ma anche l’intero ecosistema che permette a questi strumenti di esistere e di essere venduti.
Dal profilo ufficiale di Call of Duty è arrivato infatti un commento particolarmente significativo, secondo cui l’obiettivo è portare la lotta contro i venditori di cheat direttamente alla loro fonte. E Activision ha fatto capire che i casi emersi finora rappresentano soltanto una parte delle attività intraprese per proteggere il fair play.
Insomma, se fino a qualche tempo fa il confronto sembrava concentrarsi soprattutto sulla capacità dei sistemi anti-cheat di riconoscere i giocatori scorretti, ora la strategia appare decisamente più ampia.
RICOCHET continua a evolversi
A completare questa offensiva ci pensa Team RICOCHET, che durante i weekend della beta ha continuato ad aggiornare e adattare i propri sistemi di rilevamento.
Activision ha spiegato di aver utilizzato questa fase per individuare nuovi comportamenti dei cheat, intervenire contro gli account coinvolti e comprendere meglio le tecniche utilizzate dagli sviluppatori per cercare di aggirare le protezioni.
E, come spesso accade in una guerra tecnologica di questo tipo, non è mancato qualche imprevisto. Durante i test è stata individuata un’interazione inattesa tra alcuni sistemi di rilevamento, che ha richiesto un intervento per sistemare gli account interessati e risolvere il problema.
L’azienda considera tutto questo parte di un processo continuo: i sistemi vengono costantemente testati, verificati e modificati proprio perché chi sviluppa cheat cerca a sua volta nuovi modi per superarli.
Le nuove protezioni in arrivo
La vera novità arriverà però con il lancio di Call of Duty: Modern Warfare 4. Activision ha annunciato nuove protezioni di RICOCHET Anti-Cheat pensate per ridurre ulteriormente ciò che i software di cheating possono riuscire a osservare all’interno del gioco.
L’obiettivo è rendere più difficile soprattutto il funzionamento di strumenti come i wallhack, limitando le informazioni alle quali questi programmi possono avere accesso.
La battaglia contro i cheat, quindi, è tutt’altro che conclusa. Anzi, i segnali emersi in queste settimane suggeriscono che Activision abbia intenzione di combatterla su più fronti contemporaneamente: tecnologia, rilevamento e azioni dirette contro chi sviluppa e distribuisce questi strumenti.
E se qualcuno che vendeva cheat ha già deciso di alzare bandiera bianca, per il mondo del competitive gaming potrebbe essere un segnale decisamente interessante. Il problema non è certamente risolto, ma almeno per una volta sembra essere chi sviluppa i sistemi per barare a dover fare i conti con una pressione sempre maggiore.

