Niente Xbox portatile — almeno per ora. Secondo le ultime informazioni condivise da Jez Corden (Windows Central), Microsoft avrebbe messo in pausa lo sviluppo interno di una console handheld brandizzata Xbox, per dirottare energie e risorse sul miglioramento delle performance gaming di Windows 11, soprattutto su dispositivi portatili.
Una scelta che, a ben vedere, non arriva dal nulla: basti confrontare l’attuale esperienza di gioco su Windows 11 rispetto a quella offerta da SteamOS per rendersene conto. Il sistema di Valve, oggi, riesce a offrire sessioni più fluide, con prestazioni ottimizzate e una gestione dell’energia decisamente più efficiente. Microsoft, consapevole del divario, sembra aver deciso di chiudere (temporaneamente) un cantiere hardware per rafforzare le fondamenta software.
Il progetto “Kennan”, la collaborazione con ASUS per un nuovo dispositivo gaming, resta invece in piedi. Il lancio è atteso entro la fine dell’anno, e i rumor parlano già del debutto dell’AMD Z2 Extreme, un chip progettato specificamente per questo tipo di prodotti. Si tratta di un approccio simile a quello seguito con ROG Ally, ma con un’impronta ancora più definita sul gaming Xbox.
Nel frattempo, gli ingegneri Microsoft lavorano anche sul fronte cloud: si parla di test interni per una nuova infrastruttura Xbox Cloud Gaming, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente la latenza e competere in modo più diretto con soluzioni come GeForce Now. Ricordiamo che un altro device cloud-only, nome in codice “Hobart”, è già stato cancellato in passato — segno che l’azienda è ancora alla ricerca della giusta formula.
Importante sottolineare che lo sviluppo del successore di Xbox Series X continua senza intoppi. Nonostante la pausa sulla console portatile, il cuore pulsante del progetto Xbox batte forte, e l’8 giugno 2025, durante lo showcase ufficiale, saranno i giochi a prendersi la scena.
Microsoft, insomma, si trova in una fase di ricalibrazione strategica. In un mercato dove SteamOS cresce, dove Switch 2 è ormai dietro l’angolo e dove l’hardware non perdona chi sbaglia un passo, la priorità oggi è ottimizzare — per tornare a correre domani.

