Ci sono giochi che vendono milioni di copie. E poi ci sono giochi che, oltre ai numeri, cambiano qualcosa. NieR: Automata appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo non sono solo una cifra da comunicato stampa: sono la prova che un’opera strana, malinconica, filosofica e spesso spietata è riuscita a parlare a un pubblico enorme senza mai scendere a compromessi. Per celebrare il traguardo, Square Enix ha pubblicato un trailer speciale che non si limita a riproporre combattimenti spettacolari o boss fight iconiche. È piuttosto una dichiarazione d’intenti: un promemoria di quanto Automata sia diventato più di un semplice action.
Nel video scorrono immagini, eventi, concerti orchestrali, spettacoli teatrali, collaborazioni improbabili. La creatura di Yoko Taro non è rimasta confinata nel perimetro di una console: è diventata un fenomeno culturale, capace di attraversare media diversi e di costruire una community affezionata, quasi devota.
Ma la parte più interessante non è la nostalgia. Durante il livestream per il nono anniversario, insieme ai festeggiamenti, è comparso un messaggio che ha acceso immediatamente la miccia: “NieR: Automata continuerà”. Poche parole, nessuna spiegazione. Eppure sufficienti a rimettere in moto l’immaginazione collettiva.
Non è una conferma esplicita di un seguito, certo. Ma in un’industria dove ogni parola viene pesata al milligrammo, certe frasi non compaiono per caso. Il pubblico ha dimostrato di voler tornare in quell’universo di androidi, macchine e domande esistenziali. E il mercato, numeri alla mano, ha già risposto.
Difficile dire se si tratterà di un vero sequel, di uno spin-off o di qualcosa di completamente inaspettato. Ma una cosa è chiara: NieR non è un ricordo del passato. È una serie viva. E forse sta solo aspettando il momento giusto per colpire di nuovo.

