Denuvo violato in Resident Evil Requiem: crack dopo un mese e mezzo

La partita tra protezioni anti-pirateria e hacker non si è mai davvero fermata, ma ogni tanto torna a farsi notare con più forza. Questa volta il riflettore è puntato su Denuvo e su Resident Evil Requiem, uno dei titoli più recenti ad aver integrato l’ultima versione del sistema.

Il punto non è tanto se sia stato violato, ma come e quanto velocemente. Circa un mese e mezzo dopo il lancio, l’hacker noto come voices38 è riuscito a creare un bypass funzionante. Un tempo che, per uno schema di protezione che punta proprio a rallentare questo tipo di operazioni, ha un peso specifico non indifferente.

Va chiarito subito un aspetto fondamentale: Denuvo non è stato rimosso. Non “sparisce” dal gioco. Continua a operare in background, ma viene aggirato quel tanto che basta per permettere l’esecuzione del titolo senza i controlli previsti. È una differenza tecnica importante, perché cambia completamente il modo in cui si valuta l’efficacia del sistema.

In realtà, un primo spiraglio esisteva già: un bypass legato all’Hypervisor. Il problema? Richiedeva modifiche pesanti al sistema operativo, inclusa la disattivazione di alcune protezioni di sicurezza di Windows. Tradotto: funzionava, ma al prezzo di esporre il PC a rischi concreti.

La soluzione proposta da voices38 cambia proprio questo equilibrio. Non richiede interventi invasivi, non forza l’utente a “smontare” il proprio sistema. Ed è per questo che viene considerata più “pulita”, almeno dal punto di vista tecnico.

A questo punto la palla passa a Irdeto, l’azienda dietro Denuvo. È abbastanza prevedibile che una risposta sia già in lavorazione: il modello è sempre lo stesso, fatto di aggiornamenti continui e contromisure sempre più sofisticate. Resta da vedere quale sarà il primo gioco a integrare la prossima iterazione del sistema.

Al netto di tutto, è bene ribadire una cosa: la pirateria non è una scorciatoia accettabile e il supporto agli sviluppatori passa dall’acquisto dei titoli originali. Detto questo, il confronto tra chi costruisce protezioni e chi prova a superarle resta uno degli aspetti più tecnicamente interessanti del settore.

Non tanto per il risultato finale, ma per quello che racconta: un equilibrio instabile, dove ogni avanzamento è sempre temporaneo.

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