Google ha deciso di cambiare marcia nel settore laptop. Dopo anni passati a spingere Chromebook come soluzione semplice, economica e pensata soprattutto per scuola e produttività leggera, Mountain View sembra pronta ad alzare l’asticella con una nuova categoria di dispositivi destinata a far parlare parecchio: i Googlebook.
L’annuncio è arrivato durante l’Android Show che ha anticipato il Google I/O, ma solo adesso iniziano a emergere dettagli più chiari sulla strategia reale dietro questi nuovi portatili. E la direzione scelta da Google è molto diversa da quanto visto finora.
Secondo John Maletis, VP di Google e General Manager di ChromeOS, i primi Googlebook saranno prodotti “super premium”. Una definizione ripetuta più volte e che lascia intuire una cosa precisa: Google non vuole entrare subito nella fascia entry level, ma vuole costruire una nuova immagine per Android nel mondo desktop.
In pratica, l’obiettivo sembra essere quello di creare dispositivi capaci di competere direttamente con MacBook, Surface e notebook Windows di fascia alta, puntando su design ricercato, integrazione AI e un ecosistema sempre più connesso con Android.
La scelta non sorprende troppo. Negli ultimi anni Google ha investito enormemente nell’intelligenza artificiale e nell’integrazione dei propri servizi, e i Googlebook potrebbero diventare la vetrina perfetta per mostrare tutto questo in azione. Gemini, Android desktop, sincronizzazione avanzata e funzioni AI native potrebbero trasformare questi laptop in qualcosa di molto diverso dai Chromebook tradizionali.
Il punto interessante è che Google non considera i Googlebook come semplici “Chromebook più potenti”. L’idea sembra molto più ambiziosa: creare una piattaforma premium costruita attorno ad Android, capace di offrire un’esperienza più moderna, fluida e integrata tra smartphone, tablet e PC.
Ovviamente resta aperta una questione fondamentale: il prezzo. Se davvero questi dispositivi saranno posizionati nella fascia alta, dovranno dimostrare rapidamente di poter giustificare costi probabilmente elevati. E qui entra in gioco la vera sfida.
Per anni Chromebook è stato sinonimo di dispositivi accessibili, perfetti per navigazione web, studio e utilizzo basilare. Passare improvvisamente a notebook premium significa confrontarsi con utenti molto più esigenti, abituati a workflow professionali, autonomia elevata, software avanzati e prestazioni solide.
Maletis ha comunque confermato che, col tempo, arriveranno anche modelli più economici. Non sarà però una transizione immediata. Google sembra voler prima costruire identità e percezione del brand Googlebook nella fascia alta, per poi eventualmente espandersi verso il basso.
E questo apre un altro scenario interessante: cosa succederà ai Chromebook? Le due linee rischiano inevitabilmente di sovrapporsi, soprattutto lato software. Per questo motivo non è da escludere che Google stia preparando una graduale trasformazione dell’intera strategia laptop, con Chromebook destinati a cambiare ruolo nei prossimi anni.
Per ora una cosa è chiara: Google vuole che Android smetta di essere visto solo come un sistema operativo mobile. I Googlebook rappresentano probabilmente il tentativo più concreto mai fatto dall’azienda per costruire un ecosistema desktop realmente competitivo, moderno e profondamente integrato con l’AI.
La vera partita, però, inizierà quando vedremo i primi modelli sul mercato. Solo allora capiremo se Google è davvero pronta a ritagliarsi uno spazio nel segmento premium dominato da Apple e Windows.

