PlayStation 6 potrebbe costare una fortuna: la crisi delle memorie preoccupa Sony

Se negli ultimi mesi avete avuto la sensazione che qualsiasi dispositivo elettronico stia diventando sempre più costoso, preparatevi: la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. Il problema, infatti, non riguarda soltanto smartphone o PC, ma potrebbe avere conseguenze dirette anche sulla prossima generazione di console. E tra le principali indiziate c’è proprio PlayStation 6.

Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, Sony starebbe facendo i conti con un aumento senza precedenti del costo dei componenti necessari per realizzare la sua futura console. A lanciare l’allarme è Kepler_K2, insider che in passato si è dimostrato affidabile quando si è trattato di anticipare dettagli hardware legati al mondo PlayStation.

Il dato che fa riflettere è quello relativo alla cosiddetta distinta base, ovvero il costo complessivo dei componenti necessari per assemblare una console. A marzo si parlava di circa 760 dollari, mentre oggi la cifra sarebbe salita fino a sfiorare i 960 dollari. E il problema è che, secondo diversi analisti, questo potrebbe essere soltanto l’inizio.

Dietro questa impennata non ci sarebbe un improvviso aumento dei costi di produzione di Sony, bensì una crisi che sta coinvolgendo l’intero mercato delle memorie. RAM e SSD sono infatti diventati una delle risorse più richieste al mondo e il motivo ha un nome ben preciso: intelligenza artificiale.

I grandi data center dedicati all’AI stanno acquistando quantità enormi di memorie DRAM e NAND per alimentare i propri sistemi, lasciando al mercato consumer una disponibilità sempre più limitata. È la classica legge della domanda e dell’offerta: meno componenti disponibili significa prezzi più elevati.

Secondo un recente report di Jefferies Equity Research, la situazione non sembra destinata a migliorare a breve. Gli analisti prevedono nuovi rincari già nei prossimi trimestri, con aumenti che potrebbero arrivare fino al 50% rispetto ai livelli attuali. Nemmeno il 2027 dovrebbe portare una svolta significativa, perché gran parte della produzione continuerà a essere riservata ai colossi tecnologici attraverso contratti pluriennali.

Questo significa che produttori come Samsung, SK Hynix e Micron avranno sempre meno disponibilità per soddisfare il mercato tradizionale, mentre i produttori cinesi, almeno nel breve periodo, non sembrano in grado di riequilibrare la situazione.

Le conseguenze potrebbero essere evidenti praticamente ovunque. Smartphone, notebook, PC, SSD, schede video e naturalmente console potrebbero continuare ad aumentare di prezzo nei prossimi anni.

Ed è proprio qui che entra in gioco PlayStation 6.

Storicamente Sony, Microsoft e Nintendo hanno spesso venduto le proprie console con margini molto ridotti, se non addirittura in perdita, recuperando gli investimenti grazie alla vendita di videogiochi, servizi e abbonamenti. Tuttavia esiste un limite oltre il quale questa strategia diventa difficile da sostenere.

Se davvero il costo dei componenti dovesse continuare a crescere fino a superare i mille dollari, come suggeriscono alcune stime, Sony potrebbe trovarsi davanti a una scelta complicata: assorbire perdite enormi oppure trasferire parte dell’aumento direttamente sul prezzo finale.

È proprio per questo motivo che nelle ultime settimane si sono moltiplicate le indiscrezioni secondo cui PlayStation 6 potrebbe arrivare sul mercato con un prezzo vicino ai 999 dollari, una cifra che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile per una console domestica.

Naturalmente è ancora troppo presto per parlare di prezzi ufficiali. Sony non ha ancora annunciato PlayStation 6 e tutte le informazioni emerse finora restano semplici rumor. Allo stesso tempo, però, il contesto economico rende queste ipotesi decisamente meno fantasiose rispetto al passato.

La speranza è che nei prossimi anni la produzione di memorie riesca finalmente ad aumentare grazie ai nuovi impianti previsti entro il 2028. Fino ad allora, però, il settore dell’elettronica potrebbe continuare a convivere con una delle crisi dei componenti più pesanti degli ultimi anni.

E se questa tendenza dovesse davvero proseguire, PlayStation 6 rischierebbe di inaugurare una nuova generazione in cui il vero salto non sarebbe soltanto quello tecnologico, ma anche quello del prezzo.

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