Call of Duty Black Ops: Activision corre ai ripari dopo il caos XP

A volte bastano pochi giorni per trasformare un ritorno attesissimo in un caso spinoso. È quello che sta succedendo a Call of Duty: Black Ops e Black Ops II, tornati su PlayStation con le nuove conversioni per PS4, perfettamente compatibili anche con PS5. Il debutto aveva riacceso l’entusiasmo di milioni di giocatori, ma l’ondata di nostalgia è stata rapidamente oscurata da una serie di exploit che hanno compromesso il multiplayer, costringendo Activision a intervenire d’urgenza.

Le due riedizioni sono arrivate sul mercato come port fedeli agli originali, senza particolari contenuti aggiuntivi, ma con una promessa importante: server completamente rinnovati, progettati per lasciarsi alle spalle i problemi che avevano accompagnato le versioni storiche della saga. Una garanzia che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto limitare la presenza di hacker e cheater. La realtà, però, si è rivelata ben diversa.

Il problema più grave è emerso nelle lobby multiplayer del primo Black Ops, dove alcuni utenti sono riusciti a manipolare la progressione dei giocatori sfruttando un exploit decisamente più pericoloso dei classici aimbot o wallhack. In determinate partite, infatti, una semplice eliminazione poteva alterare completamente il sistema di esperienza: alcuni utenti venivano promossi istantaneamente al livello massimo, mentre altri si ritrovavano con un quantitativo di XP negativo.

Ed è proprio quest’ultimo scenario ad aver creato i danni maggiori. Scendendo sotto il livello minimo richiesto dal gioco, alcuni profili sono diventati di fatto inutilizzabili nel multiplayer, impedendo ai giocatori di accedere al matchmaking. Un bug che, in pochi giorni, ha trasformato il ritorno di Black Ops in un vero incubo per una parte della community.

Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore, gli exploit sfrutterebbero modifiche ai file di salvataggio, consentendo non solo di manipolare l’esperienza accumulata, ma anche di ottenere in maniera permanente alcuni Pro Perk normalmente sbloccabili solo attraverso la progressione. Si tratta di un’alterazione molto più profonda rispetto ai tradizionali cheat, perché modifica direttamente i dati del profilo e compromette l’equilibrio delle partite.

Le conseguenze sono evidenti anche sul matchmaking. La presenza dei cheater ha portato molti utenti ad abbandonare immediatamente le lobby, provocando sessioni sempre più vuote e modalità come Ground War, pensate per ospitare squadre numerose, ridotte spesso a incontri con pochissimi giocatori.

Di fronte alle numerose segnalazioni, Activision ha inizialmente deciso di disattivare alcune playlist per analizzare il problema e limitare la diffusione delle lobby manipolate. Nelle ultime ore è poi arrivata la prima risposta concreta: gli account riconosciuti dal sistema come colpiti dall’exploit degli XP negativi sono stati ripristinati automaticamente al livello 20 su PlayStation 4 e PlayStation 5.

L’obiettivo dell’intervento è permettere ai giocatori rimasti bloccati di tornare ad accedere al multiplayer, ma la stessa Activision ha precisato che non si tratta della soluzione definitiva. L’operazione rappresenta soltanto il primo passo di un piano più ampio, mentre il team continua a lavorare per individuare l’origine del problema e impedire che nuove lobby compromesse possano alterare la progressione degli utenti.

Le prime testimonianze della community raccontano infatti una situazione ancora non del tutto risolta. Alcuni profili risultano effettivamente tornati operativi dopo il ripristino, mentre altri giocatori segnalano di non riuscire ancora a entrare nelle partite o di riscontrare anomalie nella progressione. Segno che il fenomeno non è stato completamente eliminato e che saranno necessari ulteriori aggiornamenti prima di poter considerare chiusa la vicenda.

In questo scenario c’è comunque anche una nota positiva. Le nuove edizioni confermano il supporto al cross-play tra PS4 e PS5, consentendo ai possessori delle due console Sony di condividere le stesse lobby. Inoltre, chi possiede i DLC può continuare a giocare anche con gli utenti che non li hanno acquistati, evitando di frammentare la base installata e rendendo più semplice trovare partite online.

Resta ora da capire se i prossimi interventi di Activision riusciranno a mettere definitivamente al sicuro il multiplayer di Black Ops. Dopo un debutto segnato da exploit tanto gravi quanto inaspettati, la priorità è una sola: ripristinare un’esperienza di gioco stabile e garantire che il ritorno di uno dei capitoli più amati della serie non venga ricordato più per i problemi tecnici che per la nostalgia che avrebbe dovuto celebrare.

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