Ebbene sì, anche se sembra solo ieri, anche Google invecchia anche se sembra non sentire l’età che avanza; il motore di ricerca più famoso del mondo oggi spegne 25 candeline e festeggia con un doodle che ripercorre tutti i loghi dal ’98 ad oggi.
All’epoca della sua fondazione nessuno avrebbe pensato che il progetto di due (allora) anonimi studenti (Larry Page e Sergey Brin) della Stanford University di mettere ordine tra le informazioni del nascente web sarebbe arrivato ad essere il colosso che oggi tutti quanti sono abituati a conoscere. Considerate che Google è il sito più visitato del mondo e che nel 2022, solo in Italia, ci sono state ben più di 158 milioni di visite medie al mese.
Piccola curiosità
Il nome “Google” trae ispirazione dal termine “googol” coniato dal matematico Edward Kasner, rappresentante un numero con 1 seguito da 100 zeri. Questa scelta rifletteva la vastità delle informazioni in rete al momento della fondazione, richiedendo un sistema di ricerca efficiente. Larry Page e Sergey Brin avevano l’obiettivo di sviluppare un algoritmo che fornisse risultati di alta qualità in mezzo all’enorme oceano di contenuti in continua crescita sul web. Google è nato con l’idea di ordinare e rendere accessibili queste informazioni in modo pertinente.

Una riflessione sui primi 25 anni di questo colosso
Nel post celebrativo, vengono raccontate ben 25 curiosità sugli uffici di Google sparsi in giro per il mondo: ad esempio si passa dall’utilizzo di 46 km di perline per abbellire l’atrio a Johannesburg, Sudafrica, fino all’installazione di alveari per la produzione di miele presso il Googleplex a Mountain View, Google ha esteso la sua presenza in tutto il mondo. Con attualmente 200 uffici distribuiti su sei continenti, il primo ufficio internazionale fu aperto a Tokyo, Giappone, nel 2001, seguito l’anno successivo da Amburgo, Germania.
Sundar Pichai, CEO di Google e Alphabet, partendo dal racconto di un aneddoto personale in cui ricorda i giorni dove comunicava via e-mail con suo padre, all’epoca una tecnologia relativamente nuova, in forte contrasto con la velocità delle comunicazioni digitali dei suoi figli oggi fa emergere una verità essenziale: ciò che oggi ci stupisce diventerà normale domani. Google, fin dalla sua nascita, ha sempre lavorato per spingere i limiti, trasformando ciò che un tempo era straordinario in qualcosa di comune. Il futuro, come suggerisce Pichai, ci riserva ancora molte sorprese.

