Siri cambia pelle: Apple apre (finalmente) alle AI esterne?

Ci siamo: qualcosa si muove davvero nell’universo Apple, e questa volta non parliamo di rumor da corridoio o aggiornamenti di routine. Secondo quanto trapela da fonti interne, il colosso di Cupertino si prepara a una delle svolte più importanti nella storia del suo assistente vocale: Siri potrebbe finalmente aprirsi all’intelligenza artificiale generativa di terze parti. Sì, proprio quella che Apple ha sempre tenuto a distanza con zelo quasi religioso.

Il cambio di passo sarebbe stato firmato da Craig Federighi, ora al timone dello sviluppo software, e avrebbe già acceso i riflettori in quel di Apple Park. Fino a ieri, gli ingegneri potevano confrontare i modelli LLM esterni solo nei test interni. Oggi? Avrebbero ottenuto il via libera per integrare direttamente questi modelli nel cuore stesso di Siri. Una rivoluzione silenziosa, ma epocale.

E il motivo è chiaro: i modelli proprietari, curati dal team di John Giannandrea (ex-Google, mica uno qualunque), non hanno mai davvero brillato. Laddove Gemini, ChatGPT e Claude corrono, Siri ha arrancato. Fino ad oggi.

Questa apertura all’esterno – storicamente impensabile per Apple – potrebbe trasformare Siri in qualcosa di completamente nuovo. Più reattivo. Più intelligente. Più umano. E potrebbe anche segnare l’inizio di Apple Intelligence come non l’abbiamo mai vista.

La WWDC 2025 potrebbe essere il palco di questo nuovo inizio. Non ci resta che aspettare… e sperare che questa volta, davvero, Siri impari a brillare.

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