Pixel 9 Pro, il software esagera: utenti delusi dai colori “falsati” delle foto

Chi conosce il mondo Google Pixel sa che non si sceglie uno smartphone della serie per la scheda tecnica da capogiro, ma per l’esperienza software, soprattutto nel comparto fotografico. Da anni il vero cuore pulsante delle fotocamere Pixel è il machine learning di Big G, capace di trasformare un sensore nella media in uno strumento di scatto stupefacente. Ma se l’elaborazione intelligente è stata a lungo un punto di forza, oggi potrebbe aver superato la linea di confine.

Un thread su Reddit dal titolo eloquente — “Photo processing to death” — sta raccogliendo numerose testimonianze da parte di utenti Pixel 9 Pro (ma non solo), infastiditi da una post-produzione sempre più aggressiva. Il problema? Le immagini scattate non corrispondono né all’anteprima vista prima del click, né ai colori reali della scena. In un caso emblematico, una Ford Mustang arancione immortalata da un utente è diventata rosso fuoco dopo il salvataggio.

Anche disattivando funzioni come Ultra HDR, passando da 12 a 50 MP, o disattivando lo spazio colore Display P3 in favore del più neutro sRGB, i risultati non migliorano. L’unica soluzione? Usare Top Shot, selezionare manualmente il frame meno “ritoccato”, e salvarlo come copia. Una procedura tutt’altro che user-friendly, e che va ripetuta ogni volta.

C’è chi parla di bug e chi di scelta progettuale, ma una cosa è chiara: qualcosa non va. Il problema è noto da settimane, ma da Google ancora nessuna risposta. Il rischio è che il software, da asso nella manica, diventi un boomerang.

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