Apple Vision Pro M5 delude: vendite basse e futuro in bilico

Nonostante l’aggiornamento hardware e le aspettative legate a una nuova fase di maturità del progetto, il Vision Pro continua a muoversi su un terreno sorprendentemente fragile. Le ultime analisi emerse da un’inchiesta del Financial Times dipingono uno scenario ben diverso da quello che Apple avrebbe sperato: il modello aggiornato con chip M5, arrivato sul mercato lo scorso autunno, non avrebbe innescato alcuna inversione di tendenza nelle vendite, né tantomeno un consolidamento della piattaforma di computing spaziale di Cupertino.

Secondo una combinazione di dati provenienti da società di ricerca e analisi di mercato, nel quarto trimestre del 2025 (tradizionalmente il più forte dell’anno grazie alle festività) sarebbero state vendute appena 45.000 unità di Vision Pro M5. Un numero che, per gli standard Apple e per un prodotto posizionato come punta di diamante tecnologica, suona decisamente sottotono. Non parliamo solo di un rallentamento fisiologico, ma di una domanda che sembra non decollare nemmeno nel momento più favorevole.

A rendere il quadro ancora più emblematico c’è il drastico ridimensionamento delle strategie promozionali. Le analisi di Sensor Tower indicano un crollo superiore al 95% degli investimenti pubblicitari digitali dedicati al Vision Pro negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Un segnale che difficilmente può essere ignorato: Apple sembra aver tirato il freno, quantomeno sul breve periodo, come se il prodotto fosse entrato in una fase di stand-by strategico.

Va detto che il contesto generale non gioca a favore. Il mercato dei visori VR e MR sta attraversando una fase di contrazione, con un calo a doppia cifra su base annua che coinvolge praticamente tutti i grandi attori del settore. In questo scenario, nemmeno i miglioramenti introdotti dal chip M5 (più potenza, maggiore efficienza, autonomia leggermente superiore e affinamenti lato comfort) sono bastati a cambiare la percezione del prodotto presso il grande pubblico.

Il prezzo rimane il grande elefante nella stanza. Con una soglia d’ingresso che resta proibitiva (3499 dollari, al cambio attuale circa 2985 euro) e una disponibilità geografica ancora limitata, il Vision Pro continua a essere percepito come un oggetto per pochi: sviluppatori, aziende, professionisti e appassionati disposti a investire cifre importanti per sperimentare il futuro. Apple, dal canto suo, continua a non comunicare numeri ufficiali, un silenzio che contrasta nettamente con l’enfasi riservata ad altri prodotti di successo.

Tutto questo alimenta l’idea che il Vision Pro non sia ancora il “prodotto finale”, ma una tappa intermedia. Sempre più osservatori ritengono che il vero obiettivo di Apple siano occhiali intelligenti più leggeri, discreti e accessibili, capaci di portare il computing spaziale fuori dalla nicchia. Fino ad allora, Cupertino dovrà convivere con un dispositivo tecnicamente impressionante, ma ancora lontano dal trovare una collocazione solida nel mercato consumer. Il 2026 potrebbe essere l’anno decisivo per capire se questa visione è solo in anticipo sui tempi o se richiederà un cambio di rotta più profondo.

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