C’è una data che, per quanto sembri banale, segna simbolicamente la chiusura di un capitolo importante della storia tech recente: dal 2 marzo 2026 Netflix non funzionerà più su PlayStation 3. Fine. Sipario. Nessun aggiornamento, nessuna toppa dell’ultimo minuto. Sulla console appare già un messaggio asciutto, quasi freddo, che comunica l’inevitabile: il servizio non sarà più supportato.
Eppure, dietro quella scritta impersonale, c’è molto di più di un’app che smette di funzionare perché PS3 non è stata “solo” una console. Per una generazione intera è stata un oggetto ibrido, una specie di coltellino svizzero digitale quando il concetto di smart TV era poco più che fantascienza. Accendevi la PlayStation e avevi giochi, Blu-ray, musica, foto e – a un certo punto – anche Netflix. Tutto da un unico dispositivo, collegato magari a un televisore che oggi definiremmo preistorico, ma che allora era il centro del salotto. E sì, per molti Netflix su PS3 significava serie TV viste su un CRT in 4:3, con un comfort che oggi fa sorridere ma che all’epoca era pura magia.
Netflix non ha sentito il bisogno di giustificarsi. Nessun comunicato, nessuna spiegazione tecnica. In fondo sarebbe quasi superfluo: stiamo parlando di hardware del 2006 che ha continuato a ricevere supporto ben oltre ogni aspettativa ragionevole. PS3 ha visto cadere lungo la strada Wii, Wii U, 3DS e intere generazioni di dispositivi “smart” molto più recenti. Se questo non è accanimento tecnologico al contrario, poco ci manca.La reazione online è stata prevedibile e, proprio per questo, interessante. Tra chi ironizza e chi parla senza mezzi termini di lutto digitale, emerge una consapevolezza comune: non ci si aspettava davvero che durasse così tanto. Gli utenti più smanettoni ricordano che esistono ancora soluzioni alternative, come l’uso della PS3 come media player locale tramite server dedicati, ma il punto non è trovare un workaround.
Il punto è che, un pezzo alla volta, PS3 sta scomparendo. Non con un grande annuncio, non con un funerale in pompa magna, ma per sottrazione. Ogni servizio che se ne va è una piccola amputazione, un segnale che quel mondo lì non è più contemplato. E non perché fosse inutile, ma perché non è più compatibile con la velocità con cui il mercato pretende di andare avanti.Salutare Netflix su PS3 non significa rinunciare a uno streaming. Significa riconoscere che c’è stata un’epoca in cui le console cercavano davvero di essere qualcosa di più di una scatola per giocare. PS3 era imperfetta, arrogante, complessa. Ma era anche avanti. E forse è per questo che oggi, vedendola spegnersi lentamente, fa ancora così male.

