Sony ha davvero messo la parola fine ai dischi per i nuovi giochi PlayStation dal 2028, ma la transizione non sarà un interruttore acceso/spento da un giorno all’altro. I giochi pubblicati prima della soglia continueranno a vivere anche su supporto fisico, e secondo quanto riportato da Game File gli editori potranno ancora richiedere nuove copie su disco per i titoli già in catalogo.
Il punto chiave, quindi, non è la scomparsa immediata del formato fisico, ma il cambio di rotta per le uscite future. Sony ha confermato che da gennaio 2028 i nuovi giochi PlayStation saranno distribuiti solo in digitale, mentre tutto ciò che è già uscito o che arriverà su disco prima della scadenza resterà fuori da questa stretta. In pratica, le produzioni già avviate e i giochi già programmati per il disco non verranno toccati.
Cosa cambia davvero
La parte più interessante è il messaggio inviato da Sony agli editori terzi: la possibilità di piazzare nuovi ordini per i giochi PlayStation “già esistenti” resterà aperta, anche dopo il 2028. Questo significa che un titolo uscito entro la fine del 2027 potrà continuare a essere stampato su disco anche successivamente, soprattutto se il mercato gli darà ancora margine commerciale.
Detto in modo semplice, i giochi che continuano a vendere bene potranno restare sugli scaffali ancora per anni, anche se la produzione delle nuove uscite su supporto ottico verrà chiusa. È una distinzione importante, perché evita che il passaggio al digitale spazzi via da subito l’intera filiera retail.
Le confezioni non spariscono
Sony ha anche chiarito che le scatole non spariranno del tutto. Gli editori potranno continuare a distribuirle, ma in molti casi il contenuto sarà un codice digitale invece del disco. È una soluzione di compromesso che salva l’estetica da scaffale, ma non necessariamente la sostanza per chi colleziona fisico.
Resta però un’incognita concreta: alcuni sviluppatori potrebbero decidere di abbandonare del tutto la pubblicazione su disco prima ancora della soglia del 2028, scegliendo solo il PlayStation Store. È una possibilità che dipenderà da costi, margini e strategia commerciale, più che da un vincolo tecnico.
Una transizione graduale
Il quadro che emerge è quindi più sfumato di quanto sembri. Sony non sta cancellando di colpo il fisico, ma sta guidando il mercato verso una transizione progressiva, in cui il disco sopravvive solo finché ha senso economico. Per chi ama ancora avere una copia in mano, non è certo una buona notizia. Ma almeno, per qualche tempo, gli scaffali non resteranno vuoti da un giorno all’altro.

