Sony ha appena sostenuto in un’aula di tribunale californiana una tesi che ha fatto discutere: i “consumatori ragionevoli” sanno già di non possedere realmente i giochi digitali acquistati sul PlayStation Store. Secondo l’azienda, chi clicca su “Acquista ora” non compra un prodotto, ma ottiene solo una licenza d’uso revocabile.
La risposta è arrivata quasi subito, e viene direttamente dalla community. Il Consumer Rights wiki ha raccolto oltre 30 esempi documentati (ora più di 40) in cui Sony stessa, sui propri siti ufficiali, nelle FAQ e nel materiale promozionale, parla esplicitamente di giochi che gli utenti “possiedono”. Frasi come “games you own”, “digital PS4 game you already own” o “owners of the Standard Edition” sono ormai archiviate come prove di una evidente contraddizione tra marketing e difesa legale.
Questa doppia narrazione è al centro di una class action in California, basata sulla legge AB 2426, che impone di chiarire in modo trasparente quando si vende una licenza e non un bene di proprietà. Se i termini di servizio dicono “licenza”, ma il linguaggio commerciale parla di “acquisto” e “possesso”, chi ha ragione? Per i legali dei giocatori, è un chiaro caso di pratica ingannevole.
Le conseguenze pratiche non sono da poco. Se “comprare” un gioco digitale significa in realtà affittarlo a tempo indeterminato, cosa succede quando:
- un titolo viene rimosso dallo store
- il tuo account viene sospeso o bannato
- i server di autenticazione chiudono dopo 10–15 anni
In questi scenari, la tua libreria digitale, anche da centinaia di euro, potrebbe svanire senza che tu abbia alcun diritto reale su quei titoli.
La questione tocca un nervo scoperto del gaming moderno: la preservazione e il valore reale di ciò che paghiamo. Mentre Sony prepara la fine dei dischi fisici (prevista nel 2028), la definizione stessa di “acquisto” rischia di essere riscritta a favore delle piattaforme e contro i giocatori.
Resta da vedere come evolverà la causa e se, in futuro, store e publisher saranno costretti a usare un linguaggio più onesto. Nel frattempo, ogni volta che vedi un “Acquista ora” su un gioco digitale, vale la pena chiedersi: sto davvero comprando, o sto solo noleggiando a tempo indeterminato?

