PlayStation potrebbe aver iniziato ad ascoltare chi non vuole rinunciare ai giochi su disco. Secondo un’indiscrezione, Sony avrebbe chiesto agli sviluppatori un parere sulle conseguenze dell’abbandono delle copie fisiche. È un segnale interessante, ma non ancora un cambio di rotta: l’esistenza del questionario non è stata confermata pubblicamente e il piano ufficiale dell’azienda, per ora, resta invariato.
La domanda agli sviluppatori
A raccontare la vicenda è Tom, autore del podcast Broken Silicon. Stando a quanto riferito dai suoi contatti, Sony avrebbe inviato agli sviluppatori un sondaggio particolarmente ampio. Tra le domande ce ne sarebbe una formulata in modo indiretto, pensata per capire se interrompere la vendita dei giochi su disco possa creare problemi. Non abbiamo il testo del questionario né una conferma da parte di PlayStation: è quindi più corretto parlare di un’indiscrezione che di una consultazione accertata.
La notizia colpisce perché arriva dopo un annuncio molto netto. Sony ha comunicato che, da gennaio 2028, interromperà la produzione dei dischi per i nuovi giochi pubblicati sulle console PlayStation. I titoli usciti prima di quella data, o già previsti su disco, non sono interessati dalla decisione. I nuovi giochi continueranno invece a essere venduti tramite PlayStation Store e presso i rivenditori, ma soltanto in formato digitale.
Perché il disco conta ancora
Per un appassionato, la confezione non è solo un oggetto da mettere sullo scaffale. Il formato fisico permette di prestare un gioco, rivenderlo o cercare un’offerta in negozio e nel mercato dell’usato. Per editori e sviluppatori, però, la questione riguarda anche la possibilità di raggiungere chi continua a comprare nei punti vendita: è proprio questo tipo di impatto che un eventuale sondaggio potrebbe aiutare Sony a valutare.
Tom cita Marvel’s Wolverine come esempio di un titolo per cui le copie fisiche continuerebbero ad avere un peso. Secondo le stime di Alinea Analytics riportate da Dexerto, nei primi tre giorni i dischi avrebbero rappresentato il 22,9% dei ricavi stimati del gioco. Sono stime, non dati di vendita ufficiali diffusi da Sony, ma aiutano a capire perché eliminare il formato fisico non sia una scelta priva di conseguenze commerciali.
Un ripensamento è possibile?
È qui che serve distinguere i fatti dalle speranze della community. Chiedere un’opinione agli sviluppatori, ammesso che Sony lo stia facendo, non equivale a promettere una retromarcia. Tom ipotizza che molti pareri negativi possano spingere l’azienda a riconsiderare la decisione; al momento, però, questa resta una sua interpretazione. In una precedente sessione con gli investitori, la direttrice finanziaria Lin Tao aveva riconosciuto le forti reazioni del pubblico, senza annunciare modifiche al piano.
Il punto da seguire, dunque, non è se PlayStation abbia già «salvato» i dischi: non l’ha fatto. La vera novità, se il sondaggio verrà confermato, sarà capire quanto spazio Sony intenda dare alla voce di chi i giochi li produce e di chi continua a comprarli in scatola. Per ora il futuro annunciato è digitale, ma la discussione sul valore del formato fisico è tutt’altro che chiusa.

