L’ultimo capitolo di Jujutsu Kaisen, il 271, segna la fine di quest’opera che ha accompagnato i fan per gli ultimi 6 anni. Gege-sensei, che tanto ci ha fatto appassionare alla sua opera, ha segnato la conclusione con un capitolo carico di significati emotivi. Scopriamo insieme come si conclude e fatemi cosa ne pensate di questo finale. Attenzione, come sempre, da qui in avanti, spoiler.
Riassunto
Il capitolo finale di Jujutsu Kaisen riprende esattamente dagli eventi conclusivi del capitolo precedente, immergendoci subito nella ricerca dell’utilizzatore di maledizioni. Yuji e i suoi compagni stregoni, intenti a decifrare le coordinate della tecnica maledetta, si trovano di fronte a un improvviso cambio di scenario: la maledizione si dissolve e Souta Fukuzawa, il giovane il cui volto era stato manipolato, torna al suo stato naturale senza lasciare traccia dell’incantesimo.

La squadra percepisce allora la presenza dell’utilizzatore di maledizioni e lo localizza rapidamente. Yuji scopre che si tratta di un cittadino comune, il quale si arrende senza opporre resistenza. Questo incontro diventa un’opportunità per il mangaka Akutami di introdurre un breve flashback in cui Gojo, poco prima di morire, lascia a Itadori un messaggio fondamentale: un monito a crescere e maturare, anche nel caso in cui il maestro non potesse più guidarlo. Il flashback serve non solo come omaggio a Gojo, ma soprattutto per consolidare Yuji come l’erede spirituale dei sogni e delle speranze del suo maestro.

Subito dopo, senza una vera soluzione di continuità, veniamo trasportati in una sorta di limbo, dove vediamo Sukuna confrontarsi con Makito (perché, a detta di quest’ultimo, dato che aveva il potere di modificare l’anima, in qualche modo sono rimasti legati attraverso un residuo del suo potere) sulle possibili strade che il primo avrebbe potuto scegliere, dato che alla fine, a detta di Makito, non ha vissuto in base alla sua grandezza ma, cercando vendetta. Vediamo Sukuna pensare ai percorsi differenti che avrebbe potuto intraprendere ed ammettere che, in una prossima vita, gli piacerebbe sperimentarli. All’accusa di makito di essersi ammorbidito, Sukuna risponde che è normale, dal momento che ha perso. Questa scena si conclude con Makito che maledice tutti, essendo rimasto l’unico a lamentarsi come un bambino.

L’epilogo del capitolo è segnato da una potente immagine: l’ultimo dito di Sukuna, conservato nella stessa teca da cui era stato estratto nel primo capitolo. Questa scelta simbolica è una dichiarazione di intenti da parte di Akutami: la storia di Yuji è giunta al culmine con la neutralizzazione del villain e ora il protagonista è libero di proseguire il suo cammino. L’intero arco narrativo si chiude con una sensazione di compiutezza, quasi a indicare che da questo momento in poi, qualsiasi sfida Yuji dovrà affrontare, potrà farlo senza le catene rappresentate dalla coesistenza con Sukuna.

Tirando le somme (conclusione personale sulla fine del manga)
Personalmente, la conclusione, così come l’ultima parte della battaglia, non mi ha convinto tantissimo ma, è stato veramente interessante vedere la crescita di Yuji da goffo ed ingenuo protagonista a persona pronta a tutto per salvare gli amici, senza mai tradire quell’idea inziale (nonostante tutto quello che ha passato), incoraggiata dal nonno sul letto di morte. Se conoscete dei manga interessanti, fateli scoprire anche a me e chissà che non sarete proprio voi a portare su questo sito, il riassunto settimanali dei vostri preferiti. Prossimamente, dato che era diventa un’abitudine seguire questa opera e portarvene il riassunto, sapendo che a tanti di voi è piaciuta, cercherò e chissà che non inizi a farvi appassionare a qualche nuova serie manga. Detto questo, cosa ne pensate di questa serie e del suo finale? Fatemelo sapere nei commenti!

