Resident Evil Requiem su PS5 Pro perde il ray tracing: Capcom fa marcia indietro

Quando si parla di nuove console e grafica “next gen”, c’è sempre una parola che torna puntualmente al centro della scena: ray tracing. Promesso come uno dei grandi salti tecnologici della generazione attuale, negli ultimi anni è diventato una sorta di cartina di tornasole per capire fin dove possono spingersi davvero le macchine domestiche. E il caso di Resident Evil Requiem su PlayStation 5 Pro racconta perfettamente quanto la questione sia più complessa di quanto sembri.

Nelle scorse settimane Capcom ha pubblicato una patch che, invece di migliorare la resa grafica del gioco, ha fatto l’esatto opposto in alcune situazioni: ha rimosso il ray tracing da diverse sezioni dell’avventura, sostituendolo con un sistema di illuminazione più tradizionale. Una decisione che ha immediatamente attirato l’attenzione degli analisti di Digital Foundry, che non hanno esitato a definire la scelta un vero e proprio downgrade tecnico.

Ma la storia è meno banale di quanto sembri.

Il problema non nasce dal ray tracing in sé, bensì da uno degli strumenti necessari per farlo funzionare su hardware limitato: il denoiser. Questo sistema serve a “ripulire” l’immagine dal rumore visivo generato dai calcoli della luce in tempo reale. Senza di lui, il risultato sarebbe troppo granuloso per essere accettabile.

Il guaio è che, in alcune aree del gioco (soprattutto nelle sequenze ambientate a Raccoon City con Leon) il denoiser non riusciva a fare il suo lavoro in modo convincente. Il risultato era un’immagine instabile, con artefatti visivi evidenti e fastidiosi.

A quel punto Capcom ha preso una decisione piuttosto pragmatica: eliminare completamente il ray tracing nelle sezioni problematiche invece di lasciare una soluzione tecnicamente ambiziosa ma visivamente imperfetta. Una scelta comprensibile dal punto di vista della pulizia dell’immagine, ma che comporta inevitabilmente una perdita nei benefici legati alla tecnologia, come ombre più realistiche, riflessi più credibili e una gestione della luce più naturale.

Curiosamente, il discorso cambia quando si guarda alla versione PC del gioco. Su configurazioni di fascia alta, l’hardware può permettersi soluzioni ancora più avanzate, come il path tracing completo, che supera i limiti delle implementazioni console.

Il caso di Resident Evil Requiem diventa quindi un esempio perfetto di una realtà sempre più evidente: le tecnologie grafiche più ambiziose non sono semplici “interruttori” da attivare. Richiedono compromessi, ottimizzazione e, a volte, anche qualche passo indietro.

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