PS5, il gioco è davvero sul disco: uno studio sfata un mito che afferma il contrario

Negli ultimi anni si è diffusa una convinzione che molti giocatori danno ormai per scontata: acquistare un videogioco in formato fisico significherebbe, nella maggior parte dei casi, portarsi a casa soltanto un disco “vuoto”, utile esclusivamente ad avviare un lungo download da Internet.

Ma è davvero così?

Una recente analisi condotta dal progetto DoesItPlay?, che da anni si occupa della conservazione dei videogiochi, racconta una realtà ben diversa. Lo studio ha preso in esame centinaia di giochi pubblicati su PlayStation 5 e i risultati ribaltano completamente questa convinzione.

Secondo i dati raccolti, oltre il 90% dei giochi PS5 pubblicati su disco è perfettamente utilizzabile senza alcuna connessione a Internet. In pratica, nella maggior parte dei casi è sufficiente inserire il Blu-ray nella console, installare il gioco e iniziare a giocare, senza download obbligatori, verifiche online o attivazioni particolari.

L’analisi ha coinvolto 778 titoli e ben 723 di questi, pari al 93% del campione, permettono di accedere all’esperienza completa presente sulla confezione anche con una console completamente scollegata dalla rete.

Naturalmente questo non significa che gli aggiornamenti siano assenti. Molti giochi ricevono patch, correzioni, miglioramenti delle prestazioni o contenuti aggiuntivi dopo il lancio. Tuttavia è importante distinguere tra un aggiornamento consigliato e uno indispensabile.

Lo studio evidenzia infatti che circa due giochi su tre possono offrire download opzionali, come bonus, DLC o contenuti extra, ma questi non impediscono di completare l’avventura principale inclusa nel disco. Solo una piccola percentuale dei titoli analizzati richiede invece una connessione obbligatoria o il download di file essenziali per poter essere giocata.

Si tratta di un dato particolarmente interessante in un momento storico in cui il futuro del formato fisico è sempre più incerto. Sony ha infatti già annunciato che, a partire dal 2028, i nuovi giochi PlayStation non verranno più distribuiti su disco, accelerando ulteriormente la transizione verso il digitale.

Una scelta che ha riacceso il dibattito sul concetto stesso di proprietà dei videogiochi. Acquistare una copia fisica, infatti, significa poterla conservare, prestare, rivendere o utilizzare anche qualora uno store digitale non fosse più disponibile o si verificassero problemi ai servizi online.

Un tema che è tornato d’attualità anche dopo il recente blackout del PlayStation Network, quando numerosi utenti hanno riscontrato difficoltà nell’accedere ai propri contenuti digitali. In situazioni come quella, possedere un gioco completamente funzionante su disco rappresenta ancora oggi un vantaggio concreto e non soltanto una scelta dettata dal collezionismo.

Lo stesso andamento emerge anche guardando alla generazione precedente. L’analisi di DoesItPlay? ha infatti preso in considerazione oltre 1.200 giochi PlayStation 4, rilevando percentuali molto simili a quelle registrate su PS5.

Questo non significa che il formato fisico sia immune dai cambiamenti del settore. Le modalità online, i giochi live service e molti contenuti aggiuntivi continueranno inevitabilmente a dipendere dai server. Tuttavia, i numeri dimostrano che almeno per quanto riguarda la maggior parte delle produzioni tradizionali, il disco continua a contenere realmente il gioco.

In un’epoca in cui il mercato si sta spostando sempre più verso il digitale, questi dati ricordano che il supporto fisico conserva ancora un valore importante, soprattutto per chi tiene alla conservazione dei videogiochi e alla possibilità di accedere ai propri acquisti senza dipendere esclusivamente da una connessione Internet.

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