Passare da Huawei Watch GT 3 a Galaxy Watch 9: cosa cambia davvero?

Dopo diversi anni con l’Huawei Watch GT 3 da 46 mm, ho deciso di passare a un Samsung Galaxy Watch 9 da 44 mm. In questo articolo cerco di capire cosa cambia e se vale davvero la pena effettuare questo passaggio, considerando anche i costi di questi dispositivi indossabili.

Non si tratta di un confronto tra due prodotti usciti nello stesso periodo: il GT 3 appartiene a una generazione precedente, mentre il Galaxy Watch 9 è il modello appena rilasciato da Samsung. Per questo motivo sarebbe abbastanza prevedibile aspettarsi un vantaggio del Samsung sotto diversi aspetti.

La domanda che mi sono posto, però, è un’altra: vale davvero la pena passare dall’Huawei Watch GT 3 al Galaxy Watch 9?

Il Galaxy Watch 9 offre un sistema operativo più completo, un ecosistema di applicazioni più ricco e un’integrazione eccellente, specialmente se si possiede uno smartphone di casa Samsung. L’Huawei Watch GT 3, invece, continua a convincere per autonomia e semplicità.

La mia configurazione

Voce Huawei Watch GT 3 Samsung Galaxy Watch 9
Dimensioni 46 mm 44 mm
Smartphone utilizzato Samsung Galaxy S26 Ultra Samsung Galaxy S26 Ultra
Connessione principale Bluetooth Bluetooth
Wi-Fi n/a Disattivato
Monitoraggio del sonno Utilizzato Attivo
Always-on Display Non utilizzato Disattivato
Utilizzo del GPS n/a Disattivato durante il confronto
Periodo di utilizzo Da gennaio 2023 Primi giorni di utilizzo

I due smartwatch sono stati utilizzati con impostazioni il più possibile simili. Il Galaxy Watch 9 è stato abbinato a un Samsung Galaxy S26 Ultra tramite Bluetooth, con monitoraggio del sonno attivo, Always-on Display e Wi-Fi disattivati. Durante i primi giorni ho evitato di usare il GPS. I risultati sull’autonomia possono quindi variare in base alle impostazioni, alle dimensioni della cassa e al tipo di utilizzo.

Autonomia: il GT 3 vince senza difficoltà

La differenza più evidente tra i due smartwatch riguarda la batteria.

Con l’Huawei Watch GT 3 da 46 mm ero abituato a un’autonomia di circa nove giorni. Il dato non si riferisce soltanto a una stima teorica, ma alla mia esperienza dopo anni di utilizzo quotidiano.

Il Galaxy Watch 9 da 44 mm, invece, in questi primi giorni si sta comportando diversamente: arrivo indicativamente a un giorno o un giorno e mezzo di autonomia.

È una differenza enorme.

Anche considerando che il Samsung ha il monitoraggio del sonno attivo, il Bluetooth acceso e l’Always-on Display disattivato, la differenza rispetto al GT 3 è evidente. L’Huawei mi permetteva di indossare l’orologio per molti giorni senza preoccuparmi della ricarica. Con il Galaxy Watch 9 devo invece considerare quasi quotidianamente quando collegarlo al caricatore.

Per chi considera l’autonomia la caratteristica più importante di uno smartwatch, il Galaxy Watch 9 rappresenta quindi un compromesso significativo.

Il Galaxy Watch 9 è molto più “smart”

Dove il Samsung recupera ampiamente è nell’esperienza software.

L’Huawei Watch GT 3 è principalmente un ottimo compagno per attività sportive, notifiche, sonno e monitoraggio dei parametri principali. Fa bene quello che deve fare, ma con un ecosistema di applicazioni piuttosto limitato.

Il Galaxy Watch 9, invece, è molto più vicino all’idea di uno smartwatch completo. Grazie a Wear OS è possibile sfruttare un numero maggiore di applicazioni e interagire in modo più profondo con le notifiche.

Una delle funzioni che sto apprezzando maggiormente riguarda WhatsApp. Dal polso posso leggere i messaggi e rispondere direttamente, sia scrivendo sia dettando la risposta.

La dettatura vocale è particolarmente comoda per i messaggi brevi. Non devo necessariamente prendere lo smartphone ogni volta che ricevo una notifica e, almeno nelle situazioni più semplici, posso gestire la conversazione direttamente dal polso.

Questa possibilità cambia concretamente il modo in cui utilizzo lo smartwatch. Con il GT 3 potevo consultare le notifiche, ma l’interazione era più limitata. Il Galaxy Watch 9 mi permette invece di fare qualcosa in più senza dover prendere in mano il telefono.

Gemini direttamente dal polso

Un’altra funzione che distingue il Galaxy Watch 9 dal mio precedente smartwatch è l’integrazione con Gemini.

La possibilità di utilizzare l’intelligenza artificiale direttamente dal polso rende il Samsung più versatile. Non è una funzione indispensabile per tutti e non significa che lo smartwatch possa sostituire lo smartphone, ma amplia le possibilità di utilizzo.

Nel mio caso, utilizzare Gemini dal Galaxy Watch 9 è interessante soprattutto perché lo smartwatch è abbinato a un Galaxy S26 Ultra. I due dispositivi fanno parte dello stesso ecosistema e il passaggio tra telefono e orologio risulta più naturale.

Questo è uno degli aspetti che rendono il Galaxy Watch 9 più completo rispetto al GT 3. Huawei offre un’esperienza più focalizzata e controllata; Samsung propone invece un dispositivo che può interagire maggiormente con app, servizi e assistenti.

HarmonyOS e Wear OS: semplicità contro libertà

Il confronto tra HarmonyOS e Wear OS non riguarda soltanto l’interfaccia grafica. I due sistemi riflettono due approcci differenti.

L’Huawei Watch GT 3 è più chiuso. Offre meno possibilità di installare applicazioni e personalizzare l’esperienza, ma proprio per questo è più semplice da utilizzare e più prevedibile.

Si potrebbe parlare di una sorta di “gabbia dorata”: l’utente può fare meno cose, ma quelle disponibili sono organizzate intorno a sport, salute, notifiche e utilizzo quotidiano.

Wear OS è invece più aperto e completo. Permette di installare applicazioni, interagire con i servizi Google e sfruttare maggiormente lo smartwatch come estensione dello smartphone.

Questa maggiore libertà è un vantaggio, ma comporta anche più complessità e, probabilmente, un consumo energetico maggiore. Il Galaxy Watch 9 può fare molte più cose rispetto al GT 3, ma non bisogna dimenticare che ogni funzione aggiuntiva può incidere sull’autonomia.

I sensori: differenze minime nell’uso quotidiano

Per quanto riguarda i sensori comuni ai due smartwatch, la mia prima impressione è positiva per entrambi.

Sia l’Huawei Watch GT 3 sia il Galaxy Watch 9 si comportano molto bene nel monitoraggio quotidiano. Le differenze che ho notato nella rilevazione dei parametri comuni sono talmente contenute da risultare trascurabili nell’uso normale.

Non sto effettuando un test scientifico con strumenti professionali e il Galaxy Watch 9 è ancora troppo nuovo per una valutazione definitiva. Posso però dire che non ho percepito un miglioramento così evidente da scegliere il Samsung soltanto sulla base di una maggiore precisione.

Il vantaggio del Galaxy Watch 9, almeno per la mia esperienza, si trova soprattutto nelle funzioni software, nella gestione dei dati e nella possibilità di interagire con app e notifiche.

Cosa si guadagna e cosa si perde

Cosa si guadagna con il Galaxy Watch 9

+ Un ecosistema di applicazioni più completo.
+ La possibilità di rispondere alle notifiche scrivendo o dettando.
+ Una migliore gestione delle conversazioni WhatsApp direttamente dal polso.
+ Una maggiore integrazione con il Samsung Galaxy S26 Ultra.
+ L’accesso a Gemini direttamente dallo smartwatch.
+ Un sistema operativo più versatile e ricco di possibilità.

Cosa si perde passando al Galaxy Watch 9

− Una parte consistente dell’autonomia.
− La comodità di poter dimenticare quasi la ricarica per diversi giorni.
− La semplicità dell’esperienza offerta dall’Huawei Watch GT 3.
− Una parte dell’immediatezza del GT 3 nell’uso quotidiano.

Vale la pena effettuare il passaggio?

Per chi possiede ancora un Huawei Watch GT 3 e lo utilizza soprattutto per sport, sonno, notifiche e monitoraggio dell’attività quotidiana, il passaggio al Galaxy Watch 9 non è quindi obbligatorio, soprattutto considerando la differenza di prezzo: il GT 3 si può trovare usato a meno di 120 euro (al momento della stesura dell’articolo), mentre il Galaxy Watch 9 da 44 mm ha un prezzo di listino di 439 euro. Il GT 3 continua a essere uno smartwatch valido e la sua autonomia rappresenta un vantaggio enorme: se la batteria dura ancora diversi giorni e non senti il bisogno di installare applicazioni o rispondere alle notifiche dal polso, potresti non avere motivi sufficienti per sostituirlo.

Il Galaxy Watch 9 diventa invece più interessante per chi vuole utilizzare lo smartwatch come una vera estensione dello smartphone. Nel mio caso, la possibilità di rispondere ai messaggi WhatsApp scrivendo o dettando, l’integrazione con il Galaxy S26 Ultra e l’accesso a Gemini rappresentano miglioramenti concreti rispetto all’esperienza del GT 3.

Se per te è importante… La scelta più adatta
Avere molti giorni di autonomia Huawei Watch GT 3
Utilizzare lo smartwatch soprattutto per sport e sonno Huawei Watch GT 3
Leggere soltanto le notifiche Huawei Watch GT 3 può essere sufficiente
Installare applicazioni Galaxy Watch 9
Rispondere ai messaggi dal polso Galaxy Watch 9
Usare WhatsApp in modo più completo Galaxy Watch 9
Sfruttare meglio uno smartphone Samsung Galaxy Watch 9
Utilizzare Gemini dal polso Galaxy Watch 9
Evitare la ricarica quotidiana Huawei Watch GT 3

Dopo i primi giorni di utilizzo, il Galaxy Watch 9 mi sembra quindi uno smartwatch molto più completo, ma non necessariamente migliore sotto ogni aspetto. Ho guadagnato applicazioni più curate, notifiche interattive, WhatsApp, Gemini e una migliore integrazione con il Galaxy S26 Ultra. In cambio, ho perso gran parte dell’autonomia e la comodità di poter dimenticare la ricarica per molti giorni.

Nonostante lo usi da poco, le prime impressioni sono già chiare: il Samsung è più versatile, mentre l’Huawei rimane più pratico.

Il passaggio può quindi valere la pena soltanto se le funzioni smart hanno per te più importanza dell’autonomia. In caso contrario, l’Huawei Watch GT 3 continua a essere una scelta sensata. Per riassumere in una frase:

Il Galaxy Watch 9 fa molto di più, ma l’Huawei Watch GT 3 chiede molto meno.