GTA 6 è probabilmente uno dei videogiochi che ha meno bisogno di presentazioni nella storia dell’industria, eppure Take-Two non sembra avere alcuna intenzione di lasciare che sia soltanto il passaparola dei fan a occuparsi della promozione.
A ribadirlo è Strauss Zelnick, CEO di Take-Two, che in un’intervista a GamesBeat ha spiegato perché anche un fenomeno come Grand Theft Auto abbia bisogno di una campagna marketing all’altezza delle aspettative.
Per spiegare il concetto, Zelnick ha tirato in ballo un esempio apparentemente lontano dal mondo dei videogiochi: Barbie. Il film del 2023 partiva da un marchio conosciutissimo e il pubblico sapeva già perfettamente cosa fosse Barbie, eppure Warner Bros. investì enormemente nella promozione. Il risultato, secondo il manager, dimostra che conoscere un prodotto non significa necessariamente essere abbastanza coinvolti da volerlo acquistare o vedere.
Ed è proprio questa la differenza che Take-Two vuole sottolineare con GTA 6: far passare il pubblico dalla semplice conoscenza all’entusiasmo.
GTA 6 deve ancora convincere?
La domanda potrebbe sembrare quasi assurda. Chi non conosce GTA 6? Eppure, secondo Zelnick, il marketing non serve soltanto a dire “questo gioco esiste”. Serve a mostrare perché dovrebbe interessarci e, soprattutto, cosa possiamo aspettarci una volta che avremo il controller tra le mani.
Il CEO di Take-Two ha raccontato che alcuni investitori gli hanno chiesto proprio questo: perché spendere così tanto per pubblicizzare un gioco che praticamente tutti conoscono già?
La risposta arriva dalla sua esperienza nel cinema. Un prodotto mediocre non diventa automaticamente un successo perché viene pubblicizzato, mentre una campagna realizzata male può persino ottenere l’effetto contrario. Quando invece prodotto e comunicazione funzionano insieme, il marketing può trasformare la curiosità in vero entusiasmo.
Ed è probabilmente questo il compito che Rockstar si è data anche con GTA 6.
Un esempio è arrivato con la collaborazione con Netflix per il trailer esteso: ben 27 minuti utilizzati non soltanto per intrattenere, ma anche per mostrare al pubblico meccaniche e caratteristiche del gioco. Una sorta di “tutorial” promozionale, secondo Zelnick, realizzato però in una forma molto diversa rispetto alle campagne del passato.
Perché, alla fine, il concetto è semplice: GTA 6 non ha bisogno di far sapere al mondo che esiste. Deve riuscire a far venire voglia di giocarci.

