BioWare può salvarsi? L’idea del Canada per riportare lo studio nelle mani degli sviluppatori

E se il futuro di BioWare non fosse deciso da un grande publisher, ma dalle persone che hanno contribuito a costruirne la storia? Dopo la chiusura dello studio e lo stop al nuovo Mass Effect, dal Canada arriva una proposta destinata a far discutere: affidare BioWare ai suoi stessi dipendenti, con un eventuale sostegno economico del governo federale.

A rilanciare l’idea è Avi Lewis, leader del New Democratic Party canadese, che ha attaccato duramente Electronic Arts per la gestione della vicenda. Secondo il politico, quanto accaduto allo storico sviluppatore di Edmonton rappresenta un esempio dei rischi legati a un modello economico che privilegia i risultati finanziari immediati rispetto al valore di un’azienda e alle competenze delle persone che ci lavorano.

La sua ricetta è piuttosto chiara: invece di assistere alla scomparsa dello studio, bisognerebbe dare ai suoi sviluppatori la possibilità di rilevarlo e continuare a gestirlo in autonomia. Il sostegno pubblico servirebbe proprio a rendere percorribile un’operazione che, senza risorse adeguate, potrebbe risultare difficile da realizzare.

Non si tratta, al momento, di un’acquisizione annunciata né di un piano già avviato, ma di una proposta politica. Lewis ha anche utilizzato il termine «effetto Mass Effect» per descrivere il rischio che altri studi canadesi possano ritrovarsi in una situazione simile, qualora le decisioni dei grandi investitori prevalessero sulla tutela delle realtà produttive locali.

Il caso BioWare, del resto, va ben oltre una singola cancellazione. Parliamo di uno studio che ha contribuito a plasmare i giochi di ruolo occidentali con serie come Baldur’s Gate, Dragon Age e, soprattutto, Mass Effect. Per tanti appassionati, il suo nome è legato a personaggi indimenticabili, scelte morali e avventure che hanno lasciato il segno. La chiusura solleva quindi interrogativi anche sul destino delle competenze e dei posti di lavoro che hanno alimentato questa eredità.

La proposta ha acceso il dibattito online, con alcuni sostenitori arrivati persino a invocare una nazionalizzazione dello studio. Resta però da capire se l’idea possa trasformarsi in qualcosa di concreto e quali ostacoli finanziari e organizzativi dovrebbe affrontare.

Nel frattempo, la domanda rimane: BioWare deve diventare soltanto un ricordo oppure merita una seconda possibilità nelle mani di chi conosce davvero i suoi giochi? Per ora non ci sono risposte definitive, ma il fatto che la vicenda sia arrivata fino al dibattito politico canadese dimostra quanto sia grande il peso lasciato dallo studio nel mondo videoludico.

Fonte