Mass Effect cancellato per Star Wars Battlefront 3? I retroscena sulla chiusura di BioWare

A volte non basta avere alle spalle una delle saghe più amate della storia dei videogiochi per garantirsi un futuro. Lo sta dimostrando la vicenda di BioWare, uno studio che per oltre trent’anni ha contribuito a definire il genere dei giochi di ruolo e che oggi si ritrova a fare i conti con una fine decisamente amara. Ma dietro la cancellazione del nuovo Mass Effect potrebbe esserci stata una decisione ancora più spietata di quanto immaginassimo: Electronic Arts avrebbe preferito puntare su un progetto considerato più sicuro, mettendo da parte il ritorno di una delle sue proprietà intellettuali più importanti.

A ricostruire quanto accaduto è Bloomberg, secondo cui la riorganizzazione di EA successiva all’acquisizione privata da 55 miliardi di dollari avrebbe imposto una revisione profonda degli investimenti. In questo scenario, il nuovo Mass Effect sarebbe diventato una scommessa difficile da giustificare.

Due progetti, un solo posto nel budget

Il problema non sarebbe stato soltanto lo stato ancora embrionale dello sviluppo. Per portare a termine il gioco sarebbero serviti oltre 100 milioni di dollari, una cifra importante per un team che, nel frattempo, si era ridotto a circa 50 persone. Per rispettare gli obiettivi produttivi sarebbe stato quindi necessario ricostruire buona parte della squadra attraverso nuove assunzioni.

Sul tavolo di EA, però, ci sarebbe stata un’alternativa dello stesso peso economico: un nuovo Star Wars Battlefront, sviluppato con il coinvolgimento di DICE e Respawn. Secondo le fonti citate da Bloomberg, il progetto ambientato nell’universo di Guerre Stellari sarebbe stato considerato un investimento più prevedibile sul piano commerciale. La scelta avrebbe quindi premiato la strada ritenuta meno rischiosa, lasciando Mass Effect senza le risorse necessarie per proseguire.

Quando il passato non basta più

A complicare la posizione di BioWare ci sarebbero stati anche i risultati degli ultimi anni. Dopo le difficoltà di Mass Effect: Andromeda e Anthem, anche Dragon Age: The Veilguard non avrebbe raggiunto gli obiettivi sperati: nel trimestre di lancio avrebbe coinvolto circa 1,5 milioni di giocatori, quasi la metà delle aspettative di EA.

La ristrutturazione aziendale ha portato a circa 400 licenziamenti e alla chiusura dello studio. La strategia dichiarata dal publisher è concentrare le risorse su un numero più ristretto di grandi opportunità, continuando a investire su marchi come Battlefield, Apex Legends, EA Sports FC e The Sims.

Il risultato, però, è la perdita di uno studio che ha costruito un’eredità enorme con Baldur’s Gate, Knights of the Old Republic, Dragon Age e, naturalmente, Mass Effect. E proprio quest’ultima saga rappresenta oggi la ferita più difficile da accettare per la community: il trailer emerso dopo la cancellazione aveva riacceso l’entusiasmo, mostrando quanto interesse ci fosse ancora intorno al progetto.

Per ora non esistono annunci sulla vendita dei diritti o sull’arrivo di un altro sviluppatore disposto a raccogliere il testimone. Mass Effect è fermo, BioWare sta chiudendo e il futuro della saga rimane un enorme punto interrogativo.

La domanda è inevitabile: EA ha davvero rinunciato a un universo narrativo ancora ricco di possibilità per inseguire un investimento più prevedibile? E soprattutto, quanto tempo dovrà passare prima che qualcuno possa riportare Mass Effect in vita?

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